In ambito di Gestione Qualità, la taratura va eseguita quando è necessario e in funzione della tipologia dello strumento e del suo utilizzo.

Non tutta la strumentazione aziendale va verificata.

Se si ha la necessità di conoscere l’esattezza della misura fatta con un determinato strumento, si deve sottoporlo a taratura/verifica periodica da parte di un laboratorio competente.

La scadenza della taratura è dettata dalla conferma metrologica eseguita dopo la taratura: se lo strumento rientra nei limiti della conferma metrologica, il periodo di taratura è corretto, altrimenti tale periodo deve essere ristretto in funzione della deriva dello strumento.

I requisiti generali da soddisfare sono all’interno della norma UNI EN ISO 9001: 2008 paragrafo 7.6. e 7.4., mentre per prendere decisioni di conformità o non conformità a specifiche, bisogna riferirsi ai requisiti della UNI EN ISO 14253 - 1: 2001 e per le valutazioni di idoneità all’uso la UNI EN ISO 10012: 2004.

Pertanto, la frequenza di taratura può essere stabilita analizzando i seguenti parametri:

  • Frequenza di utilizzo;
  • Condizioni al contorno dell’ambiente di utilizzo;
  • Classe dello strumento;
  • Importanza della misura;
  • Numero di strumenti in dotazione che misurano la stessa grandezza, infatti con due strumenti per la misura della stessa grandezza, si può  alternare la taratura degli strumenti con frequenza biennale, poiché uno è di riscontro all’altro;
  • Storia manutentiva dello strumento.

Ad oggi non esiste una normativa specifica sulla frequenza della taratura, ma le norme ISO prevedono che sia l’utilizzatore a scegliere la frequenza dei controlli.

La frequenza di taratura sarà stabilita in funzione della precisione della misura, che è indicativa della qualità di processo che si deve verificare.

Per quanto riguarda l’ambito dei lavori civili, è consuetudine consolidata non superare l’anno per effettuare i controlli di taratura (vedi le varie linee guida sugli impianti di calcestruzzo, gli impianti di produzione di conglomerato bituminoso, etc.)

La verifica della taratura dello strumento non deve essere necessariamente eseguita dal costruttore, ma può essere fatta da un laboratorio riconosciuto, in grado di eseguire quel tipo di misura.

Inoltre, è opportuno che ogni azienda definisca una classificazione della strumentazione e lo scopo per cui viene utilizzata.

Volendo fare un esempio: se ho  uno strumento destinato alla verifica grossolana (verifico se c’è tensione in un filo, ad es.), non si ha la necessità di tararlo, in quanto non è necessario, nel nostro esempio, conoscere la tensione (leggi: non è necessario il trasferimento di riferibilità).

Al contrario, ogni strumento che deve essere usato come campione (verifica della pressione dei martinetti, strumenti conta litri di un impianto di miscelazione, bilance di pesatura/dosaggio, etc.) deve essere assolutamente tarato prima che venga messo in uso, non solo, ma è necessario determinare preliminarmente l'incertezza d'uso al fine di stabilire le tolleranze ammesse.

Pertanto, bisogna comprendere che con la taratura di uno strumento si crea una riferibilità delle grandezze misurate ai campioni nazionali/internazionali, quindi è economico applicarla indiscriminatamente tutte le misurazioni che si eseguono abitualmente, ma solo a quelle che validano/monitorano un determinato processo controllato.

Inoltre, la taratura di uno strumento serve a conoscere, con un margine di tolleranza, l’errore o scostamento che lo strumento accumula nel tempo.

Questa informazione risulta più importante della frequenza stessa, in quanto dà indicazione della bontà dello strumento, dell’idoneità di taratura e dell’accuratezza con cui si controlla un processo.

Una gestione efficace del parco strumenti comporta la valutazione dell’entità dell’errore accumulato per confermare o meno l’idoneità dell’uso fatto e per confermare o modificare la frequenza stabilita, indicando anche quando lo strumento diventa inefficace per gli scopi per cui è utilizzato.

Leggi tutto: come stabilire la frequenza delle tarature della strumentazione


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